Arrivare puntuali e sicura a scuola con la funivia

Alla presenza del Presidente del Messico Enrique Pena Nieto inaugurate nella capitale del Paese centroamericano le due cabinovie LEITNER ropeways

Il primo impianto a fune per il trasporto urbano del Messico dal 4 ottobre è realtà

Il primo impianto a fune per il trasporto urbano del Messico dal 4 ottobre è realtà

A firmarlo è stato LEITNER ropeways. L’impianto, lungo quasi cinque chilometri e composto da due cabinovie, contribuirà in modo determinante a risolvere i problemi di traffico a Ecatepec de Morelos, popoloso quartiere di Città del Messico. Non ha voluto mancare al primo viaggio in cabinovia il Presidente messicano Pena Nieto.

Sarà aperto tutti i giorni per ben 17 ore, e trasporterà 3.000 persone all’ora. Collegato direttamente con il sistema di trasporto urbano, l’impianto semplificherà e migliorerà sensibilmente la vita di abitanti e visitatori della città. “Questi impianti rappresentano per le zone di Ecatepec e La Cañada una soluzione moderna, pulita ed ecologica. I passeggeri non perderanno più 50 minuti bloccati nel traffico, ma potranno raggiungere in meno di 19 minuti la rete di trasporto principale di Città del Messico”, rivela Paul M. Abed, responsabile del progetto per il Consorcio aristos S.A.B. de C.V., concessionario dell’impianto. „In questo modo le persone potranno risparmiare moltissimo tempo, ben 377 ore all’anno, che potranno dedicare alle loro famiglie. Nella zona di La Cañada, inoltre, vivono molti giovani in età scolare e molti studenti, che fino ad oggi dovevano percorrere alcuni chilometri a piedi per andare a scuola. Anche per loro l’impianto funiviario rappresenta una soluzione comoda e sicura: ai genitori basterà accompagnare i propri figli alla stazione della cabinovia per poter essere sicuri che arrivino a scuola puntuali e in assoluta sicurezza, senza rischiare di essere vittime di incidenti o addirittura di aggressioni”, prosegue Abed.

COLORI E FANTASIE NEI MURALES DELLE STAZIONI

COLORI E FANTASIE NEI MURALES DELLE STAZIONI

L’impianto, che collega la Via Morelos con San Andrès De La Cañada, si compone di due cabinovie, tra loro indipendenti ma interconnesse grazie ad una stazione di passaggio. Lungo i due percorsi, lunghi rispettivamente 2,9 e 1,8 chilometri, si trovano sette stazioni che consentono l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri. Stazioni che grazie ai murales realizzati da artisti locali ed internazionali, regalano fantasie e colori ad un intero quartiere.

Da segnalare inoltre che durante i lavori di realizzazione, ci si è dovuti affidare a speciali ausili tecnici, poiché la zona altamente urbanizzata non permetteva l’utilizzo di elicotteri tradizionali. In un primo momento, quindi, nelle zone non accessibili ci si è affidati ad un drone, utilizzato in modo particolare nelle operazioni del tiro della fune.

SOLUZIONI CHE RISPETTANO L’AMBIENTE

SOLUZIONI CHE RISPETTANO L’AMBIENTE

Con l’impianto di Città del Messico fa il suo esordio in America anche il sistema LEITNER DirectDrive, l’unico azionamento che lavora senza riduttore e che, rispetto ad altri sistemi, offre notevoli vantaggi. In primo luogo infatti esso è particolarmente efficiente ed ecologico. Grazie ad un minor numero di elementi soggetti ad usura e quindi ad un ridotto rischio di guasto, si minimizzano le possibilità di interruzione dell’esercizio. Trattandosi di un servizio di trasporto pubblico locale, questa caratteristica risulta essere molto importante, Notevolmente ridotte, infine, rispetto a sistemi di azionamento convenzionali, anche le emissioni sonore.

Abed confessa di essere molto soddisfatto del nuovo sistema di trasporto: “In città che devono fare i conti con strade perennemente intasate e con una crescita urbana non sempre pianificata, i sistemi di trasporto locale a fune rappresentano una soluzione efficiente e nel contempo ecologica. Siamo fieri di essere i primi a costruire un impianto urbano di questo tipo in Messico, e di essere così di esempio per chi cerca una soluzione efficiente, affidabile e di ottima qualità ai problemi di trasporto”.